di ANDREA TRAPASSO
TORINO – Quando si parla di Vittoro
Sgarbi l'immaginario collettivo tende oramai a pescare quelle
performance a cui il personaggio "costruito" a tavolino per
un'esigenza commerciale e di audience televisiva (inspiegabile a
dire il vero) ci ha abituato negli ultimi anni. Una scelta che di
certo non fa bene alla figura di uno studioso che nel suo ambito,
quello della critica d'arte, è forse una delle voci attualmente più
autorevoli nel panorama culturale del nostro paese. E lo spigoloso e
ambiguo Sgarbi conferma la sua vera essenza nel corso della prima
delle due lectio magistralis tenute in occasione del XXV Salone
internazionale del Libro di Torino. Venerdì, nella seconda giornata
di fiera, Vittorio Sgarbi ha deliziato gli astanti di una Sala Gialla
gremita con la presentazione del suo ultimo libro edito da Cantagalli
Edizioni, L'ombra del divino nell'arte contemporanea.




