Conta solo su te stesso, conta solo su te stesso, conta solo su te stesso. Rispettò questo comandamento e iniziò a contare. Contò una vita di sacrifci, contò le umiliazioni e i dolori, contò la precarietà e l'impotenza, la solitudine e le perdite. Poi guardò meglio e riprese. Contò l'orgoglio, il senso del dovere, il saper cavarsela. Contò anche le stagioni dei sorrisi, troppo spesso adombrate da un presente difficile. E ci vide le gioie, le emozioni, quelle piccole felicità cristallizzate, gli sguardi, gli spiragli d'amore. Registrò tutto sul libro mastro e lo chiuse soddisfatto. Nessun controllo avrebbe rilevato irregolarità, non c'è evasione nei computi con se stessi. Poteva dormire sonni tranquilli e così andò a stendersi. L'indomani, a mente fresca, avrebbe ripreso il suo inventario...
a. t.
domenica 9 settembre 2012
domenica 2 settembre 2012
ABATE STRACCIA TUTTI - Il Campiello è suo con "La Collina del vento"
di MITA BORGOGNO
CON quaranta punti di distacco, questa volta, Carmine Abate non fallisce il colpo e il suo La collina del vento si porta a casa l’ambito Campiello. La prima volta, nel 2004 con La festa del ritorno, lo aveva solo sfiorato entrando tra i cinque finalisti del premio letterario promosso da Confindustria Veneto. Questa volta la Vera da Pozzo è sua.
PAROLE AL VENTO/4 - "Non detti"
La vide girata verso il mare, con gli occhi puntati al tramonto. Il colore rossastro di quella luce ne definiva meglio i lineamenti, evidenziandone ogni minimo particolare. Anche le imperfezioni. Il suo sguardo aveva un non si sa che di profondo mentre guardava il sole inghiottito dall'orizzonte e un sorriso pareva voler disegnare sul suo volto una speranza che diceva: "Tanto verrà un altro giorno e poi un altro e poi un altro ancora a violentare la notte fredda e buia". A lui non le era parsa mai così bella. L'abbracciò e le volle dire con quel semplice gesto: "Sono qui e non ho paura del buio". Lei si girò a guardarlo. Aveva ancora il sole negli occhi... "Andiamo" gli disse... e mossero insieme il primo passo...
a.t.
a.t.
mercoledì 29 agosto 2012
PAROLE AL VENTO/3 - "Economia sentimentale"
Il mercato è saturo e non sa che farsene di merce non competitiva...
Perdere il potere d'acquisto dopo poco tempo dall'uscita sugli scaffali equivale a un inesorabile esito: il fallimento. Occorre trovare nuove strategie di rilancio, campagne pubblicitarie, promozioni, sconti.
Ma per certi beni troppo preziosi non possono essere previsti sconti. Certe collezioni non possono essere messe in saldo. Ne va del buon nome, del marchio, della sua dignità.
Resta allora da tracciare un bilancio, un computo tra entrate e uscite e decidere. O persistere, con tutto ciò che ne consegue o ritirare il prodotto, per puntare a nuovi orizzonti.
La crisi economica c'è e si sente... e per questo genere di cose servono dei tecnici, dei buoni economisti.
Destino amaro per i letterati...
a. t.
Perdere il potere d'acquisto dopo poco tempo dall'uscita sugli scaffali equivale a un inesorabile esito: il fallimento. Occorre trovare nuove strategie di rilancio, campagne pubblicitarie, promozioni, sconti.
Ma per certi beni troppo preziosi non possono essere previsti sconti. Certe collezioni non possono essere messe in saldo. Ne va del buon nome, del marchio, della sua dignità.
Resta allora da tracciare un bilancio, un computo tra entrate e uscite e decidere. O persistere, con tutto ciò che ne consegue o ritirare il prodotto, per puntare a nuovi orizzonti.
La crisi economica c'è e si sente... e per questo genere di cose servono dei tecnici, dei buoni economisti.
Destino amaro per i letterati...
a. t.
lunedì 27 agosto 2012
PAROLE AL VENTO/2 - "S-coppia"
- Amore esco!
- Cavolo mi lasci sempre sola!!
- Ok amore allora si resta a casa... un film in relax...
- Cavolo con questo divano! Non vuoi mai far niente!!
- Beh, meglio se faccio un giro con i miei amici...
- Eh sì... lo so che preferisci i tuoi amici a me!!
- Allora perché non vieni con noi? Te li faccio conoscere...
- No! Tanto lo so già Non mi piacciono le compagnie che frequenti!!!
- Cazz... andiamo io e te allora!
- Ma dove vuoi che vada!!! Meglio se sto a casa...
Ospizio... o Big Bang!!!
a. t.
domenica 26 agosto 2012
PAROLE AL VENTO/1 - "Conferme"
Un muretto, una poesia riprodotta su un
palco, un telefono a portata di mano. Uomini e donne si amano intorno,
in perfetta sintonia con una melodia. Penso e mi inebrio di musica, come
fosse l'ultima spiaggia.
Scoppia un applauso, la birra sta per
finire. Mi guardo in giro... Troppo poca la gioventù. D'altronde la
poesia è un genere di nicchia, si sa.
Ecco i peli osceni di quello che sembra
un uomo. Sta guardando un telefonino. Ma non si deve giudicare... dai
diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori, sostenne
qualcuno. Arriva un ciao... e me ne dà conferma...
a. t.
giovedì 23 agosto 2012
L’UDC: UNA GRANDE RISORSA PER TUTTI (?) Le incoerenze dei partiti e dei loro componenti
di BRUNO GRECO
Che
la linea di demarcazione tra i vari "partiti" politici come quella
ideologica non costituisse più una differenza sostanziale tra gli stessi è
oramai chiaro da tempo. Di conseguenza non si fa sorpresa ad alcuno se si
sostiene che in merito a quanto detto sopra non esiste più ne la Destra ne la
Sinistra. Infatti, l’unica differenza tra i vari schieramenti è percepibile nei
nomi, che benissimo potrebbero essere mischiati in un grande ed unico calderone,
ambiziosi nel loro insieme di applicare alla luce del sole una dittatura ora
solo celata.
La
cosa che però fa più rabbia è l’insulto che la "politica" mina nei
confronti dell’intelligenza umana.
A
livello nazionale, la grande coalizione che sostiene il governo dei tecnici è
stata ampiamente ostentata nell’appoggio incondizionato dei partiti principali
del paese, Pdl, Pd e Udc, alle scelte di Monti. Ma cosa succedeva prima dell’avvento
dei tecnici?
VI RENDIAMO OMAGGIO NICOLA E BART
http://www.youtube.com/watch?v=mNxLlxjNsZ0
Il 23 agosto 1927, due grandi uomini abbandonavano ingiustamente questo mondo colpevoli di essere anarchici, italiani e di combattere contro le ingiustizie perpetrate dall'essere umano.
La "Grande America", non potendo giudicarli per quello che erano, li fece perire sulla sedia elettrica facendoli passare per assassini.
L'arringa di Gian Maria Volontè nella parte di Bartolomeo Vanzetti (link sopra), traccia in maniera sublime il profilo dei due anarchici.
mercoledì 8 agosto 2012
FASE TRANSITORIA? NO. IL PRECARIATO È PER CERTO UNA PECULIARITÀ DEL LAVORATORE CONTEMPORANEO. GRAZIE MINISTRO PASSERA!
di BRUNO GRECO
L’Italia si avvia verso la
propria fase di sviluppo. Dopo i tagli incondizionati previsti dal
"Decreto Salva Italia", gli italiani possono dormire sonni tranquilli
di conseguenza all’approvazione del "Decreto Sviluppo" disegnato dal
ministro Passera.
Il governo infatti, dopo averti
ferito a morte, ha pensato bene di offrirti qualche leggera medicina, ma non
per la tua ripresa totale, soltanto per mantenerti in uno stato di
convalescenza cronica che comunque non ti permetta di soccombere perché così
puoi ottemperare ai doveri del buon cittadino.
lunedì 6 agosto 2012
LUNEDÌ FILM
di BRUNO GRECO
Chi non ricorda la straordinaria cornice della prima serata di RaiUno denominata "Lunedì Film"? Ad ogni modo, che la si conosca o meno, è fuor di dubbio che tutti e dico TUTTI, l’abbiano vista o sentita almeno una volta. Sia quelli che appena vi si imbattevano ne approfittavano per cambiare canale e sia quelli che per 7 lunghi giorni l’attendevano come gli imbellettati aspettano la funzione domenicale.
Chi non ricorda la straordinaria cornice della prima serata di RaiUno denominata "Lunedì Film"? Ad ogni modo, che la si conosca o meno, è fuor di dubbio che tutti e dico TUTTI, l’abbiano vista o sentita almeno una volta. Sia quelli che appena vi si imbattevano ne approfittavano per cambiare canale e sia quelli che per 7 lunghi giorni l’attendevano come gli imbellettati aspettano la funzione domenicale.
Io
la ricordo benissimo, e da bambino non nascondo che i vocalizzi di Lucio Dalla
e la musica degli Stadio, - che accompagnavano il volo del gabbiano-pellicola
sui vari stemmi delle case produttrici di cinema, - la prima volta che li
ascoltai li trovai piuttosto irritanti.
Quel
dubuddabbadubidubà avrebbe
sicuramente soddisfatto un intenditore, non certo il mio gusto musicale…
Comunque,
ricordo benissimo la prima volta che l’ascoltai, una sera, rannicchiato
all’interno del contesto familiare strettamente legato all’attività di un solo
tubo catodico.
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