lunedì 7 gennaio 2013
MUSICA LIVE, UN 2013 INTENSO. Dal ritorno del "Boss" a Knopfler, passando per i Depeche Mode, i Deep Purple e tanti tanti altri
ROMA – Da Bruce Springsteen ai Depeche Mode, dai Kiss ai Muse, passando per Elton John, Anastacia, Green Day, Alicia Keys, Toto, Robbie Williams, Roger Waters e Iggy Pop. Il 2013 si annuncia pieno di appuntamenti irrinunciabili per gli amanti della musica live. In attesa poi del ritorno di Vasco Rossi: il Blasco ha annunciato che, dopo la sua malattia, tornerà a esibirsi nel 2013. Tra gli eventi più attesi, il ritorno in Italia, a distanza di un anno, di Bruce Springsteen che sarà sul palco con la E-Street band per quattro date, la prima delle quali il 30 maggio in piazza del Plebiscito a Napoli. Il Boss, che riproporrà i successi di questi suoi quarant'anni di carriera più i brani dell’ ultimo album Wrecking Ball, sarà poi il primo giugno allo stadio Euganeo di Padova, il 3 allo stadio San Siro di Milano (dove torna – unico artista internazionale – per la quinta volta) e l’11 luglio all’ippodromo di Roma, nell’ ambito del Rock In Roma.
domenica 6 gennaio 2013
Giovanni Latorre a caccia di un posto nel listino bloccato del PD. Nonostante i buoni propositi di rinnovamento, i dinosauri non si arrendono
di
BRUNO GRECO
«Certo
bisogna farne di strada/da una ginnastica d’obbedienza/fino ad un gesto molto
più umano/che ti dia il senso della violenza/però bisogna farne altrettanta per
diventare così coglioni/da non riuscire più a capire/che non ci sono poteri
buoni». Fabrizio De Andrè, fra i più grandi rappresentanti contemporanei della
cultura italiana, aborriva con la canzone Nella
mia ora di libertà qualsiasi forma di potere, lanciando un messaggio di
uguaglianza ed elogiando in un certo senso la figura dell’antieroe.
Il Pd e le sue contraddizioni. Dopo la farsa del "Decreto liste pulite" il dovere morale dei partiti. Posizioni ambigue di Nicodemo Oliverio ed Enza Bruno Bossio
di
BRUNO GRECO
La farsa del "Decreto liste pulite" è risultata alla fine un provvedimento virtuoso da parte del Governo Monti. In sostanza, nessun politico (passato e presente) che ha avuto problemi con la Giustizia rientra nella morsa del Decreto. Infatti, il testo che prevede i criteri di incandidabilità riporta che saranno esclusi coloro che hanno subìto «condanne definitive a più di due anni per delitti di allarme sociale (mafia e terrorismo) e contro la Pubblica Amministrazione (corruzione, concussione, peculato), nonché chi è stato condannato a più di due anni per delitti non colposi per i quali sia prevista una pena non inferiore nel massimo a 4 anni, (stalking, voto di scambio, aggiotaggio, reati fiscali, ecc.)».
mercoledì 19 dicembre 2012
REGGIO 1908, PER NON DIMENTICARE - "Quel che resta" di Laszlo Barbo alla Primavera del Cinema Italiano
di ANDREA TRAPASSO
COSENZA – Le storie, per non essere dimenticate e soprattutto se ad esse si lega a doppio filo l’identità di un intero popolo e di un intero territorio, devono essere raccontate, tramandate, consegnate di generazione in generazione. Obiettivo principale, questo, della pellicola di Laszlo Barbo, Quel che resta, film incentrato sull’agghiacciante tragedia del terremoto di Reggio e Messina del 1908, proiettato ieri nella sala del Modernissimo nell’ambito del festival la Primavera del Cinema Italiano, che vive così un’altra intensa giornata del suo ricco e serrato calendario. Una proiezione che ha registrato sulle poltroncine del cinema cosentino anche una presenza d’eccezione, monsignor Salvatore Nunnari, reggino e arcivescovo della diocesi di Cosenza-Bisignano. Al film è seguito l’incontro e il dibattito con parte del cast di questo film interamente “made in Calabria”: l’attore principale Luca Lionello, figlio dell’indimenticato Oreste, il duo comico reggino (ma in grado come in questo caso di interpretare ruoli del tutto drammatici) Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi, nonché il compositore della colonna sonora Sandro Scialpi. Questi gli attori presenti (che riceveranno al termine dell’incontro il premio de la Primavera del Cinema Italiano), sebbene il cast si allunghi con nomi di assoluto prestigio come Giancarlo Giannini, Franco Nero, Rosa Pianeta, Paola Casella.
venerdì 7 dicembre 2012
BIBLON.IT SI RINNOVA E LO FA CON CON UN'OFFERTA AI LETTORI
Succede per tutte le librerie che a un certo punto si decida di arricchire il catalogo dei titoli in esposizione, rinnovare i locali, creare qualche nuovo settore; spesso per migliorare l’offerta al pubblico, talvolta perché si sente l’esigenza di ottenere maggiore visibilità.
Allora come prima cosa si decide di contattare altri rappresentati e/o distributori, altre case editrici, poi, se necessario si contatta una ditta di ristrutturazioni e/o un falegname per procedere con l’ampliamento dei locali e la realizzazione di nuove scaffalature.
È più o meno quello che sta succedendo al Biblon Store, con la sola differenza chequesto è uno store online in cui viene venduto nulla che necessiti di scaffali di legno o magazzini; inoltre l’unico falegname a cui Biblon ha deciso di rivolgersi è l’azienda leader nella distribuzione di titoli in formato digitale oggi presente in Italia, ovvero Simplicissimus Book Farm.
Tra qualche ora infatti Biblon Store si rinnova! Cambia interfaccia grafica e potenzia il proprio catalogo, che cresce in numero di titoli scaricabili passando a oltre 20mila!
E quale migliore occasione per fare un regalo al lettore? Dalle 12 del 6 dicembre e fino alla mezzanotte di venerdì 7 dicembre, uno sconto del 30% su ogni ordine effettuato!
Per accedere all’offerta, basta inserire, in fase d’ordine, alla voce coupon il codice BSTORE!
Fonte: http://www.biblon.it/news/biblon-store-si-rinnova-e-ti-fa-un-regalo/
giovedì 29 novembre 2012
INCIDENTE A RENDE. Prova di inefficienza della Sanità calabrese
di BRUNO GRECO
Ennesima prova di inefficienza dei servizi sanitari calabresi. Mentre i tavoli regionali dibattono sulla scelta dei leader e sui tagli alla Sanità, la gente rischia di morire per strada.
Ennesima prova di inefficienza dei servizi sanitari calabresi. Mentre i tavoli regionali dibattono sulla scelta dei leader e sui tagli alla Sanità, la gente rischia di morire per strada.
Un
bruttissimo incidente su via Leonardo Da Vinci a Quattromiglia di Rende si è
consumato ieri mattina intorno alle ore 11. Un anziano sulla settantina, alla
guida della sua vespa, ha tamponato da tergo una fiat Multipla procurando alla
vettura la rottura del lunotto. Il malcapitato è finito di conseguenza sul
terreno, caduta che gli ha procurato la perdita del casco e una ferita sulla
tempia sinistra.
Lo
stesso è rimasto quindi disteso in stato di shock, con le gambe sul manubrio
della propria vespa, al centro di una strada molto trafficata, percorsa in
direzione sud dai rendesi che dall’interno intendono raggiungere Cosenza e in
direzione est, dove si collega a viale Marconi, da chi deve prendere l’imbocco
autostradale (Cosenza Nord) o raggiungere la vicina Università.
domenica 25 novembre 2012
PAROLE AL VENTO/10 - "Scosse"
Sognando, e nel sogno auspicando terremoti, si destò. La fronte imperlata di sudore, il cuore con un ritmo leggermente più accelerato del dovuto. Si guardò intorno e vide uno spazio sterminato davanti a sé, impossibile stabilire la giusta direzione dove guardare, verso cui incamminarsi. Non si perse d'animo, chiuse gli occhi e mosse il primo passo. Verso il vuoto. Un vuoto che non era poi tale. Incontrò una persona cara, intelligente e viva, almeno sulla carta, per quel che ricordava, che avanzava come uno zombie. Capì che qualcosa lo aveva rinsecchito, un rapporto povero forse, legato alle difficoltà della vita quotidiana. Non si lasciò distrarre e avanzò. Incrociò una bambina che cantava. Con forza, con passione, col cuore. Vide in lei la felicità, la spensieratezza di chi aveva un sogno che stava fiorendo tra le sue dita. Si emozionò, di quell'emozione fatta di compiacimento, nostalgia e invidia. Si girò dall'altro lato e proseguì oltre. Si fermò appena in tempo per non cadere in quella voragine. Presa coscienza dello spazio, si sporse in avanti e osservò verso il fondo. Vide la massa delle tragedie umane, dei morti e dei feriti di guerra, dei delusi dalla vita, dei deceduti "bianchi", dei violentatori e dei violentati. Pianse lacrime amare, ma non si lasciò bloccare e intrepido costruì una passerella e attraversò quella cloaca pestilenziale. Giunse in una radura, fiori dappertutto. Ma erano fiori strani, di diverse specie che non aveva mai visto, delle quali non immaginava l'esistenza. Alcuni di essi al posto dei petali avevano dei libri, con tutte le storie che fino ad allora erano state scritte. Si tuffò in quelle letture ma presto ne fu distratto. Il fiore accanto, infatti, era di un'altra tipologia, era a forma di juke-box e da questo si poteva accedere all'intero scibile musicale. In quell'estasi il suo sguardo si posò su un particolare fiore dai cui petali pendolavano tante, tante donne. Come cariatidi reggevano tutte le possibili rappresentazioni dell'amore, della lussuria e della macabra passione, tutte le vie percorribili per il perfettto connubio e per la perdizione. In alcune di esse riconobbe le sue storie, gli angeli che lo avevano elevato a dio e le arpie che lo avevano fatto sprofondare nel più profondo delle tenebre. Per ultimo vide un fiore particolare. Tutte le sue superfici erano ricoperte da specchi e in essi ci si poteva riflettere alla perfezione. Vide il suo volto, ma non in maniera nitida, perché quel fiore si ostinava a non voler star fermo. Il tremolio era incessante e alzando lo sguardo si accorse che anche tutti gli altri vibravano in un fremito senza posa, e anche lui stesso, a prestare bene attenzione, era instabile come un ramo al vento. E allora capì. Il terremoto che aveva sognato e che nel sogno aveva auspicato era in atto. Era sempre stato in atto. Era il terremoto delle sue emozioni, che si trasmetteva al mondo circostante e lo faceva ballare, in una danza poco piacevole a primo impatto, ma incontrollabile e coinvolgente. Si lasciò trasportare, si abbandonò a quel movimento, consapevole che quella era la vita, era ciò che amava e rifiutava, era le due faccie della medaglia per cui avrebbe continuato, malgrado tutto, a gareggiare.
a. t.
a. t.
lunedì 15 ottobre 2012
FALSI ESAMI ALL'UNICAL - Tutte le accuse a Gambarara e Pino Nano
di PABLO PETRASSO
RENDE - Il giorno in cui si laureò con una tesi sul settimanale Rai, all'Unical erano tutti felici. Il caporedattore della Rai regionale, Pino Nano, non era uno studente qualunque. Nelle stanze dell'aula magna si sorrideva e ci si passava di mano in mano quel lavoro finale, forse un po' troppo legato alla carriera del laureando. Uno dei più soddisfatti era il presidente del consiglio di corso di Laurea in “Scienze della Comunicazione”, Daniele Gambarara. Per lui il giornalista era più di un allievo: un amico.
I destini del prof e dell'ex caporedattore (ora responsabile dell'agenzia nazionale Tgr) si incrociano ancora. Non in un'aula universitaria ma nei faldoni dell'inchiesta “110 e lode”. Sono entrambi indagati, nello stralcio disposto dalla Procura di Cosenza. La sostanza dell'accusa è uguale a quelle rivolte a una settantina di studenti del campus nelle scorse settimane. C'è, però, un sostanziale elemento di novità: Gambarara è il primo docente iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di falso materiale e ideologico in concorso.
mercoledì 10 ottobre 2012
PAROLE AL VENTO/9 - "Ricaricare o non ricaricare?"
Uno "strano" problema grava sui già martoriati "pochi" degenti dell'ospedale di Serra San Bruno. Come testimonia la foto i ricoverati non possono ricaricare le batterie dei propri cellulari per non incappare in dei "gravi inconvenienti con le apparecchiature elettromedicali".
Partendo dall'assunto che eventualmente sono i cellulari in sé a causare disturbi alle apparecchiature elettromedicali e non l'operazione di ricarica, impazza comunque il "totosoluzione" e si stanno già vagliando diverse ipotesi:
1- Emanare un bando pubblico per l'appalto di gruppi elettrogeni a poco prezzo e di una ditta che, con qualche ingegnoso sistema di fili volanti, stile fiera di paese, porti delle prese nelle camerate, passandole dalle finestre.
2 - Assoldare un giovane volenteroso che quotidianamente faccia la spola, cellulari in mano, tra l'ospedale e le case dei pazienti immobilizzati per le ricariche nei rispettivi domicili. Il lavoro prevede un periodo di prova in nero per poi giungere a un contratto a progetto basato su provvigioni (per numero di cellulari consegnati e ricaricati). Il lavoratore deve essere automunito, opererà in completa autonomia di mezzi (benzina a suo carico) ed è da intendersi che le sortite nel circondario (del tipo Nardodipace o Pizzoni) non verranno considerate trasferte. I malati ancora autosufficienti (chi ha una broncopolmonite, per capirci), invece, godranno di un'ora di sospensione dalla loro patologia e potranno così recarsi a casa da soli.
3 - Ripristinare nelle corsie i telefoni a gettoni e vietare l'introduzione di qualunque apparecchio cellulare (o altre diavolerie simili). Previsti tornelli e perquisizioni all'ingresso.
4 - Trovare un elettricista bravo che sia in grado di risalire all'origine di queste misteriose ed improbabili interferenze elettriche e che provveda eventualmente alla messa a norma dell'impianto.
Un primo passo intanto è stato fatto. E' già in arrivo Capitan Ventosa...
a. t.
domenica 7 ottobre 2012
CIAO AUGUSTO...
Ormai 20 anni fa, il 7 novembre 1992, un cancro ai polmoni si portava via un grande della musica italiana. Voce acuta e avvolgente, Augusto Daolio con i suoi Nomadi ci ha saputo regalare dei momenti indimenticabili, delle esibizioni memorabili, dei messaggi di pace, rispetto e amore in primis verso gli "ultimi", ma verso il mondo in generale, evidenziando una fiducia incontrastata verso l'umanità che troppo spesso, oggi, per forza di cose viene a mancare.
Walimai vuole ricordarlo con uno stralcio della sua autobiografia, scritta qualche mese prima della sua scomparsa:
“Sono nato il 18 Febbraio 1947 a Novellara di Reggio Emilia, nel cuore della notte mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppi e tigli. Sono nato al caldo e mi hanno chiamato Augusto come un nonno che non ho mai conosciuto. Il cognome Daolio mi è stato dato da un uomo semplice e a suo modo dolce e complice. Dall’età di 16 anni canto in un gruppo che si chiama “Nomadi”, scrivo canzoni e giro il mondo. C’è un altro mondo dentro di me che racconto con il disegno e la pittura, lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli, lune, ombre e altro popolano questi miei racconti. Ho esposto in giro per l’Italia, ho illustrato dischi, libri, cartoline, manifesti. Non disegno per riempire un vuoto ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme. Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco, poi ad occhi che guarderanno. Ho lo studio a Novellara in via De Amicis, il numero credo sia il 44, non ho il telefono ma montagne di libri e di oggetti. Le notti invernali nella bassa hanno ancora il profumo delle mele sull’armadio”.
Augusto Daolio 1991
Ciao Augusto... come scrissero i tuoi stessi compagni "l'averti saputo amico ci farà scontare pene meno amare...".
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